Val Tartano – storia, architettura e paesaggi

La Val Tartano si trova in provincia di Sondrio ed è una delle più grandi valli sul versante orobico, situata nella bassa Valtellina. La Val Tartano si congiunge con il fondovalle all’altezza di Talamona appena oltrepassato il viadotto; una volta lasciata quindi la Strada Statale 38 dello Stelvio per giungervi è necessario percorrere una strada che merita un breve cenno storico.

Si tratta di una strada costruita fra il 1956 ed il 1957, che ha consentito, per la prima volta, l’accesso alla valle di autoveicoli. Infatti la Valle, pur essendo molto  vitale, tanto da avere ancora negli anni Cinquanta tre scuole elementari, era raggiungibile solo a piedi attraverso una mulattiera! Tale situazione fece sì che l’allora Ministro Ezio Vanoni (natio della vicina Morbegno), presentò in Senato l’inaccettabile situazione di Tartano e della sua Valle proprio in quel periodo che vedeva l’Italia avviarsi verso il boom economico. Ecco le sue parole: “Non posso dimenticare che vi è nella mia provincia un piccolo comune di 1200 abitanti, il quale ancora oggi è collegato con la pianura per mezzo di una mulattiera, sicché occorrono cinque ore di cammino a piedi per raggiungerlo e quando si sale, come io qualche volta ho fatto prima e dopo la mia vocazione politica, e ci si accosta al palazzo municipale e si vede il ricordo dei caduti nelle due guerre e si nota che questo piccolo villaggio di montagna ha avuto nelle due guerre il maggior rapporto tra popolazione residente e caduti, si orienta necessariamente la propria opera, come credo di avere sempre fatto nella mia vita politica, affinché questi 1200 contadini montanari abbiano una tranquillità economica ed una speranza in un avvenire per sé e per i propri figli.” Queste parole sono ora scolpite in una lastra di granito posta, nel 1966, con l’intitolazione “La popolazione della Val Tartano a Ezio Vanoni, Ministro della Repubblica”.

Dopo questa divagazione addentriamoci un po’di più nella presentazione di questa valle alpina. La sua parte medio-bassa è assimilabile ad un profondo solco, che, all’altezza di Tartano (m. 1200), si apre e biforcanella Val Lunga (dove è presente il Museo del legno), ad est, e nella Val Corta, ad Ovest che, a sua volta, si biforca, all’altezza delle contrade Bagini e Barbera, nella Val di Lemma (nota per le “marmitte dei giganti” caratteristici fori scavati nelle rocce in epoca glaciale dall’azione erosiva dell’acqua e dei sassi), ad est, e nella Val Bùdria, ad ovest. I loro nomi derivano dai “Lunghi” che ne furono i primi colonizzatori, venuti dal versante orobico della bergamasca e dai “Corti” che sopraggiunsero successivamente. I suoi valichi, ovviamente pedonali, consentono anche il collegamento con le valli limitrofe: la Val Madre (SO), la Val Brembana (BG) e la Valle del Bitto (SO). Tutti questi e molti altri sono itinerari praticabili per chi ama le escursioni in montagna, in uno scenario naturalistico e faunistico ricco come quello del Parco delle Orobie. Campo Tartano (m. 1049) e Tartano (m. 1200, a 5 km da Campo), il centro amministrativo, sono i due più significativi centri della Valle. Le varie contrade che si incontrano sono molto caratteristiche e vogliono ancora oggi testimoniare la vita rurale alpina. Tutt’oggi sono ancora presenti alpeggi con le relative baite dove, durante la stagione estiva, viene prodotto il formaggio Bitto.

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