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Affitti transitori: i prezzi frenano dopo anni di rincari

Dopo diversi anni caratterizzati da aumenti importanti, il mercato degli affitti transitori in Italia sembra entrare in una fase di maggiore stabilità.

Secondo i dati elaborati da Immobiliare.it Insights, dopo una crescita dei prezzi pari a circa il 35% dal 2021, nell’ultimo anno i canoni richiesti per questa tipologia di locazione sono aumentati mediamente soltanto dell’1%.

Un dato che potrebbe indicare il raggiungimento di un nuovo equilibrio tra domanda, offerta e prezzi.

Cosa sono gli affitti transitori?

Prima di analizzare i dati, è utile chiarire cosa si intende per contratto di locazione transitorio.

Si tratta di un contratto pensato per esigenze abitative temporanee e documentabili, generalmente con una durata compresa tra 1 e 18 mesi.

Può essere utilizzato, ad esempio, da chi deve trasferirsi temporaneamente in un’altra città per motivi di lavoro, studio, formazione o per altre esigenze specifiche previste dalla normativa e dagli accordi territoriali applicabili.

Non va quindi confuso con l’affitto turistico o con l’affitto breve: il contratto transitorio risponde a una necessità abitativa temporanea, che deve essere indicata nel contratto e, nei casi previsti, adeguatamente documentata.

Prezzi quasi fermi nell’ultimo anno

Il dato più interessante riguarda proprio l’andamento dei canoni.

Dopo anni di crescita sostenuta, nell’ultimo anno l’incremento medio nazionale si è fermato intorno all’1%, con un prezzo medio di circa 18,2 euro al metro quadrato.

Non significa necessariamente che gli affitti stiano diventando più economici. Piuttosto, la forte crescita registrata negli ultimi anni sembra essersi notevolmente ridimensionata.

Secondo l’analisi, si tratterebbe di una naturale evoluzione del mercato dopo una fase particolarmente espansiva.

Le differenze tra le città italiane restano importanti

La media nazionale, però, racconta soltanto una parte della situazione.

Le differenze territoriali continuano infatti a essere molto marcate.

Tra le città analizzate spicca Trieste, dove i canoni degli affitti transitori hanno registrato una crescita annua del 29% e un aumento complessivo del 64% nell’arco di cinque anni. Anche Torino continua a crescere, con un incremento dell’11%.

Situazione differente nei mercati tradizionalmente più costosi.

Milano rimane la città con i canoni più elevati, con una media di circa 25,5 euro al metro quadrato, ma nell’ultimo anno registra una diminuzione dell’1%. Segnali di lieve flessione si osservano anche a Bologna e Firenze.

All’estremo opposto troviamo Messina, che con circa 9,6 euro al metro quadrato risulta la città più economica tra quelle considerate nell’analisi.

Anche la domanda rallenta

Il rallentamento non riguarda solamente i prezzi.

A livello nazionale, anche la domanda di immobili in locazione transitoria è diminuita dell’1% nell’ultimo anno.

Ancora una volta, però, le differenze locali sono molto ampie. A Brescia, ad esempio, la richiesta è cresciuta del 40%, mentre a Bergamo e Catania sono state registrate contrazioni superiori al 24%.

Questo dimostra quanto sia difficile parlare di un unico mercato nazionale degli affitti: domanda e prezzi possono cambiare sensibilmente da una provincia all’altra e persino tra zone differenti della stessa città.

Diminuisce anche l’offerta di immobili

Sul fronte dell’offerta, a livello nazionale gli immobili disponibili per questa tipologia di locazione sono diminuiti del 5%.

Anche in questo caso emergono situazioni molto differenti: a Bergamo lo stock di immobili disponibili è cresciuto del 49%, mentre a Messina si è ridotto del 26%.

Il mercato sembra quindi attraversare una fase di assestamento, nella quale diventa ancora più importante valutare la situazione specifica del territorio in cui si trova l’immobile.

Cosa significa per proprietari e inquilini?

Per i proprietari, la stabilizzazione dei prezzi significa che non è più possibile dare per scontati gli aumenti registrati negli ultimi anni. La corretta determinazione del canone diventa quindi fondamentale per evitare di proporre l’immobile a un prezzo poco coerente con la domanda reale.

Per gli inquilini, invece, il rallentamento potrebbe rappresentare un primo segnale di maggiore equilibrio, anche se i canoni rimangono generalmente più elevati rispetto a quelli di alcuni anni fa.

In entrambi i casi è importante ricordare che il contratto transitorio ha caratteristiche e requisiti specifici e non deve essere utilizzato semplicemente come alternativa più breve a un normale contratto di locazione.

Affitti transitori: conoscere il mercato fa la differenza

Dopo una crescita del 35% dal 2021, il forte rallentamento registrato nell’ultimo anno rappresenta un cambiamento significativo.

Più che di una vera diminuzione dei prezzi, per il momento possiamo parlare di una fase di stabilizzazione del mercato degli affitti transitori, con situazioni che rimangono comunque molto differenti a livello locale.

Per chi possiede un immobile e sta valutando di concederlo in locazione, diventa quindi importante scegliere correttamente la tipologia di contratto, la durata e il canone, tenendo conto sia della normativa sia delle caratteristiche del mercato locale.

La Baita Case opera nel settore delle locazioni e della compravendita immobiliare in provincia di Sondrio, affiancando proprietari e inquilini nella scelta della soluzione contrattuale più adatta alle specifiche esigenze.

Fonte dati: Locare.it, su analisi Immobiliare.it Insights.

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